Villa Tagliapietra

È stato un lavoro lungo, molto paziente perché di fronte avevamo una casa “difficile”, che andava stravolta pur mantenendone l’anima. Spirito della villa che aveva colpito entrambi i proprietari, seppur sia stato declinato seguendo le diverse esigenze del singolo.
È una villa che ha intrecciato diverse fasi e letture di questi anni. 
C’è tanto della spazialità di Loos, soprattutto in quei piccoli spazi privati di contorno. 
Ma dentro c’è anche Siza. Soprattutto quel Siza che rilegge Aalto.
Ovvio che il muro e il danzarci attorno sia una citazione ad Hejduk, ma tutte le linee spezzate orizzontali vengono da Aalto, che mi aveva colpito in un viaggio finlandese fatto proprio durante la prima fase del progetto.

Tag: Residenze

 

Autori:
Giovanni Damiani | Architetto (Giovanni Damiani, Marco Schmid, Giulia Bassi, Sofia Dal Piva) con Ing. Denis Zadnik (strutture e sicurezza)

Foto di Alessandro Bettoso

Una villa, con la sua declinazione del modernismo tipica dei primi anni del ‘900, si rinnova grazie al progetto di Giovanni Damiani | Architetto. 
Senza snaturare questa villa degli anni '20 in stile moderno, la distribuzione interna cambia per mano dello studio di architettura che opta per una distribuzione diversa rispetto alla versione originale. Assecondando le necessità degli eredi, che di fronte ai grandi lavori necessari meditavano di vendere l’intera casa, viene adottata una nuova configurazione spaziale e tipologica che dà forma a due appartamenti indipendenti. 
La strategia progettuale per la distribuzione delle due abitazioni persegue però obiettivi differenti. 
Da un lato il primo appartamento viene progettato su un unico livello con una serie di nuovi portici per sfruttare al meglio il giardino e gli spazi aperti della casa, disponendo invece al piano interrato cantine, taverne e altri spazi accessori. 
Dall’altro, il secondo appartamento concentra l’attenzione sull’elemento preesistente che aveva fatto innamorare i nuovi acquirenti fin dal primo istante: la scala monumentale. Evitando la sua eliminazione che avrebbe devastato il progetto originale esclusivamente a favore di cubatura, questa splendida scala è diventata il vero fulcro progettuale del secondo sistema abitativo. Grazie alla valorizzazione di questa anima incardinata su un muro centrale, l’appartamento si sviluppa su quattro livelli secondo un raumplan in grado di unire dal piano interrato al sottotetto dando vita a spazi privati che comunicano liberamente con altri ambienti attraverso un gioco di incastri e pareti mobili.

 

Anno: 2012
Luogo: Trieste
Committente: privati